giovedì 13 giugno 2019

Amarezza e delusione

Sono i due sentimenti che oggi raccontano meglio lo stato d’animo del Presidente Italo Vullo. Oltre diciotto anni di lotta per tenere in vita e far crescere una realtà come la Pallavolo Massa. Diciotto anni di sacrifici per dirigenti, tifosi e sponsor che, comunque, contro tutto e contro tutti, hanno continuato a crescere nella società. Tutto questo per poi oggi vedersi accusare a mezzo stampa di inesistenti volontà di monopolizzare gli spazi del nuovo palazzetto cittadino. “Sinceramente non ho capito l’uscita sul giornale dell’Amministrazione Comunale – ci dice Italo Vullo - Noi facciamo sport e non politica. La mia intervista dei giorni scorsi riportava esattamente lo svolgersi dei fatti, senza offendere o attaccare nessuno. Nessuno ha chiesto di monopolizzare l’utilizzo del palazzetto. Tutti hanno diritto di utilizzarlo e su questo non ci piove. Vorrei però che fosse chiaro a tutti che nel nostro caso stiamo parlando di una Serie A2 che ha esigenze particolari e non eludibili. I giocatori professionisti di alto livello hanno bisogno per gli allenamenti di un palazzetto idoneo alla categoria, con un pavimento elastico per preservare articolazioni e schiena. Inoltre nello sport della pallavolo è importante allenarsi sempre nello stesso palazzetto per trovare punti di riferimento e solo con allenamenti regolari e programmati si possono ottenere dei risultati. Oltre a ciò, dovendo obbligatoriamente giocare su una pavimentazione specifica è normale che si debba avere il tempo per posarlo garantendo anche un allenamento pre gara alla squadra avversaria. Pertanto non è questione di "PalaVullo" ma sono necessità indiscutibili per la categoria nazionale di pallavolo. Basta documentarsi o avere interesse per farlo. Non vogliamo fagocitare il nuovo impianto e prove ne sia che non abbiamo chiesto di farci allenare o giocare le giovanili”. Cosa avete chiesto all’Amministrazione? “Abbiamo chiesto di poterci allenare al palazzetto e di poterlo fare con una tempistica ed una frequenza congrua ad una squadra professionistica. Tre mattine la settimana per due ore, il pomeriggio per due ore dal martedì al venerdì. A questo aggiungiamo, ma solo limitatamente alle undici gare casalinghe stagionali, la possibilità di montare il campo per la Serie A2 il sabato sera, al termine dell’ultima manifestazione sportiva in programma, e la disponibilità del palazzetto la domenica per allenamento di rifinitura della squadra avversaria e gara alle ore 18.00. Insomma, il minimo sindacale per una squadra che disputa il secondo torneo nazionale del terzo sport italiano per numero di tesserati.”. Quali contatti avete avuto con l’Amministrazione? “Ho cercato il Sindaco il 6 maggio scorso per iniziare a parlare con lui della prossima stagione. Ho richiamato almeno 4 volte la sua segreteria e quella del capo di gabinetto nei dieci giorni successivi senza ricevere un appuntamento o una telefonata. Nei giorni successivi il Sindaco ha incontrato un nostro dirigente del settore giovanile e gli ha dato la disponibilità ad incontrami per le ore 15 del giorno successivo. Appuntamento a cui, con così poco anticipo, lavorando ed avendo già impegni prefissati, non ho potuto rispondere positivamente. Tra l’altro anche quanto riportato dall’Amministrazione relativamente all’incontro con il nostro dirigente non è esatto. Noi, infatti, non abbiamo mai detto che avevamo già deciso di cedere il titolo ad un’altra società Abbiamo detto che, se non avessimo avuto risposte positive in tempi brevi, quella sarebbe stata una possibilità. Stiamo cercando ed abbiamo cercato di tornare a fare pallavolo di alto livello a Massa, questa è ed è sempre stata la nostra priorità”. Montecatini, Camaiore, Forte dei Marmi, Carrara, La Spezia ed infine Livorno. Dal 2006 la Pallavolo Massa ha trovato ospitalità in vari luoghi in attesa un giorno di poter tornare a casa. Ed oggi che il palazzetto è pronto questo sembra essere più difficile di prima. “E’ una situazione che non può non amareggiarci ovviamente. Quello che dà più fastidio è però il fatto che si cerchi di strumentalizzare le nostre richieste per cercare consensi facendo passare il messaggio che si tutelano tutte le realtà sportive senza preferenze. Ripeto, non abbiamo chiesto niente di più del minimo che una squadra di Serie A2 deve garantire per sé e per gli avversari. Prima di parlare bisognerebbe conoscere la materia. Né il Sindaco né l’Assessore invece sono mai venuti a vedere una nostra gara, prima squadra o giovanile che fosse, né hanno dato mai risposte alle nostre richieste. La mia intervista non era finalizzata a provocare o fare polemica ed invece dall’altra parte si è voluta cogliere la palla al balzo per strumentalizzarla. Abbiamo chiesto solo attenzione e collaborazione e quello che abbiamo ricevuto in cambio è una uscita sui giornali in cui si parla di “PalaVullo”, gigantismo ecc. Ripeto, abbiamo chiesto una disponibilità di spazi che rappresenta il minimo sindacale che una città ed un’Amministrazione Comunale devono garantire per avere l’ambizione di essere rappresentate in un qualsiasi campionato nazionale di alto livello”.

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