venerdì 3 aprile 2020

Mannucci: "Affronto la giornata tra Allenamenti e Playstation"

Continua la nostra serie di articoli che vi porta all’interno delle abitazioni santacrocesi. Questa volta tocca ad Matteo Mannucci che affronta la giornata tra allenamenti e PlayStation. Non smetteremo mai di ripetere: #IORESTOACASA. Lo schiacciatore racconta:” Questo che stiamo passando è un momento molto problematico. L’unico modo per arrestare il contagio è stare in casa. Mi sveglio la mattina con molta calma, faccio colazione con una tazza di caffè e latte. Dopodichè gioco alla PlayStation. Poi pranzo. Nella seconda parte di pomeriggio mi alleno con gli esercizi che ci ha dato la società. Verso le 20:00 ceno e sono di nuovo davanti alla tv per giocare alla PlayStation che alterno con film o serie TV”.

Francesco Rossi – Ufficio Stampa

mercoledì 1 aprile 2020

Covid-19

E’ l’avversario che non ti aspetti, quello che il cui nome non trovi scritto in nessun calendario e che però rischia di vanificare il lavoro fatto da società, allenatori e atleti. Ancora pienamente immersi nell’emergenza sanitaria che attanaglia l’Italia ed il Mondo da settimane, abbiamo chiesto come sta affrontando questa situazione a Sandra Cioppi, oggi allenatrice della formazione di Serie D del Viva Volley, ma che soprattutto vanta un’esperienza come quasi nessuno nel nostro volley. Un’esperienza ricchissima come allenatrice ma soprattutto come giocatrice di alto livello tanto da aver vestito più volte la maglia azzurra e da poter mostrare in bacheca, tra le altre cose, 3 scudetti, 2 Coppa Italia ed un Mondiale per Club. “Siamo fermi fin dal primo provvedimento restrittivo delle autorità nazionali. – ci dice Sandra - Abbiamo interrotto gli allenamenti e per supplire, almeno in parte al lavoro in palestra, ho dato alle ragazze delle schede con esercizi fisici che possono essere fatti anche presso il proprio domicilio. Confido nella bravura delle ragazze perché per quanto possono si mantengano in forma. Certo ci manca tutto il lavoro con la palla e questo, in caso di ripresa, peserà non poco”. L’emergenza sanitaria vi ha fermato quando eravate prime. Un motivo in più per essere dispiaciuti. “Ovviamente, guardando al Viva Volley, è un peccato essersi dovute fermare in una stagione finora così bella e ricca di soddisfazioni. Per questo la nostra speranza è quella di poter riprendere. Certo però che ogni giorno che passa la possibilità di chiudere i tornei si fa più difficile. Siamo tutti fermi da troppo tempo e prima di scendere nuovamente in campo avremmo necessità di lavorare in palestra per almeno 10 o 15 giorni. Questo per riacquisire tono ed evitare infortuni. Siamo davanti ad una cosa più grande di noi e quindi non possiamo che attendere lo sviluppo degli eventi sperando per il meglio”. Nella tua lunga carriera, prima come giocatrice e poi come allenatrice, hai vissuto qualcosa di paragonabile a quanto stiamo vivendo adesso? “Dal punto di vista pallavolistico per ritrovare un’altra stagione strana come questa devo risalire a metà anni ’70. In quell’occasione la Fipav dette vita ad una riforma profonda dei campionati, con la nascita della attuale Serie A2. Dalla Serie B alla Serie A, tutti giocammo con una formula complicatissima e con una compressione di gare impressionante. Fu una stagione infinita e molto particolare ma quanto affrontammo era stato programmato fin dall’estate. Ci eravamo tutti preparati. La situazione di oggi invece ci ha colti di sorpresa. A metà anni ’70 giocammo tanto, forse troppo, oggi rischiamo di non riuscire neppure a chiudere la stagione e per un evento più grande di noi, totalmente fuori dal controllo di dirigenti, allenatori e atleti”. Ti sei fatta un’idea di come sarà il finale di stagione? “Intanto speriamo che si possa riprendere. Sarebbe importante per non vanificare il lavoro fatto da squadre e società. Vale per noi che, al momento dello stop, occupavamo la vetta della graduatoria, ma anche per quelle squadre che avevano ancora ambizioni di salvezza. Insomma, spero che non si debba cristallizzare le classifiche ma che si possa trovare una formula il meno iniqua possibile per tutti per dare un finale logico a questa stagione. Certo prima di trovare la formula più giusta occorre capire quando e se potremo ripartire”.

Comunicato Ariete Prato Volley Project

martedì 31 marzo 2020

Di Marco: “Riesco a riempire la giornata con varie attività”

Continua la nostra serie di articoli che vi porta all’interno delle abitazioni santacrocesi. Questa volta tocca ad Leonardo Di Marco che affronta la giornata tra lezione online e palleggi al muro con una palla. Non smetteremo mai di ripetere: #IORESTOACASA.
Il palleggiatore racconta:” Questo che stiamo passando è un momento molto brutto per tutti noi, l’unico modo per arrestare il contagio è stare in casa e seguire le indicazioni del Governo. Personalmente riesco a riempire la giornata con varie attività. Mi sveglio la mattina abbastanza presto e faccio le lezioni online che ci propone la scuola, poi dopo pranzo mi prendo un’oretta di relax e studio un po’. Subito dopo faccio la scheda che ci ha proposto la società per tenere una buona forma fisica, e qualche palleggio al muro con una palla. Dopo cena di solito mi rilasso guardando film o serie TV”.

Francesco Rossi – Ufficio Stampa

domenica 29 marzo 2020

Marra: ”Cerco di distrarmi da questa situazione”

Continua la nostra serie di articoli che vi porta all’interno delle abitazioni santacrocesi. Questa volta tocca ad Alberto Marra che affronta la giornata tra lavoro e studio. Non smetteremo mai di ripetere: #IORESTOACASA. Marra racconta:” A casa mi alleno quasi ogni mattina, nel resto della giornata lavoro e studio al computer recuperando tempo per gli esami universitari di giugno. Non nascondo che mi diletto anche a cucinare ottimi piatti ed infornare focacce, distraendomi un po’ da questa situazione”.

Francesco Rossi – Ufficio Stampa

sabato 28 marzo 2020

Padura Diaz:” E’ una situazione anomala per tutti”

Continua la nostra serie di articoli che vi porta all’interno delle abitazioni santacrocesi. Questa volta tocca a Padura Diaz che affronta la giornata insieme alla moglie e al figlio. Non smetteremo mai di ripetere: #IORESTOACASA.
Willy racconta: “La mia giornata trascorre in maniera monotona visto che purtroppo non ci sono possibilità di fare attività di nessun tipo all’esterno. A casa faccio esercizi di attivazione appena sveglio; gioco, insieme a mia moglie, con mio figlio Willian. Dopodichè faccio un po’ di esercizio fisico con i pesi. Cerchiamo di occupare la giornata, con il fine di renderla più leggera. Il giorno è abbastanza complesso, Willian vuole giocare tutto il tempo e fare cose nuove, uscire. William ha tanta energia! Abbiamo la speranza di tornare alla vita normale perchè è una situazione anomala e abbastanza difficile per tutti”.

Francesco Rossi – Ufficio Stampa

giovedì 26 marzo 2020

Quando c'e' da lottare il grande cuore del Volley Fucecchio non delude mai

Nonostante l'attuale situazione che vede gli Atleti del Volley Fucecchio fermi dall'attività agonistica per l'emergenza COVID-19 non viene meno l'impegno sociale e morale che da sempre contraddistingue la grande famiglia bianconera e quindi tra chiamate multiple, foto e video di allenamenti tra le mura domestiche è emersa la volontà di partecipare alla raccolta fondi #UnitiNellaPartitaPiùImportante. In pochi giorni tra gli atleti, i dirigenti, gli staff tecnici ed i tesserati tutti sono stati raccolti €. 500,00 che la società A.S.D. Volley Fucecchio ha prontamente devoluto. La battaglia contro il COVID-19 è ancora lunga ma noi siamo abituati a combattere uniti e a vincere mettendoci la testa ed il cuore quindi #restateacasa e sicuramente #andràtuttobene.

mercoledì 25 marzo 2020

Lettera Aperta Emma Villas Volley

I campionati vanno bloccati.
Fermare tutti i campionati nazionali che non prevedano partecipazioni o interessi con manifestazioni europee e/o internazionali, solo questi ultimi possono avere un motivo di sospensione in attesa di capire, nel caso, se e come poter concludere la stagione sportiva. Per tutti gli altri questa attesa non ha più alcun senso; tanto vale bloccare subito le attività, quindi le classifiche, e mettersi immediatamente al lavoro con Leghe e Federazioni per individuare la miglior formula possibile di chiusura ed iniziare a ragionare sulla futura ripartenza a settembre, o quando questa sarà possibile.
Bisognerà aprire un ragionamento di medio/lungo periodo e non su breve come qualcuno sta facendo cercando di tutelare i propri “presunti” interessi. Fermarsi oggi per cercare di attenuare il colpo dovuto dalla criticità del momento, così da fornire la possibilità a tutte le società di organizzarsi ed avere il giusto tempo per individuare le corrette soluzioni che mirino alla tutela del presente e conducano all’identificazione di adeguate garanzie per il domani.
Come ho già detto all’inizio di questa situazione, lo sport è divertimento, è spettacolo, è intrattenimento, difficile pensare di riavere questi valori in un arco temporale ristretto. Difficile pensare di ripartire con i campionati tra 4/6 settimane, magari a porte chiuse, con squadre ferme da mesi, giocatori tornati nei propri paesi, nelle proprie case, dalle proprie famiglie.
Con quale stimolo potremmo farlo? Con quale spirito ci ritroveremmo? E, più che altro, per quale motivo? Solo pensarlo oggi mi pare eticamente scorretto e immorale.
Per questo, chi può è giusto che si fermi, anzi deve fermarsi.
La tanto richiamata “TUTELA” ci dice questo, non altro. Tutela verso le necessità, le priorità, la salute, i bisogni delle gente, delle famiglie, delle aziende, dei nostri tifosi, dei nostri sponsor, di noi stessi, significa fare oggi questo triste, ma doveroso, passo. Sbagliato nascondersi dietro alla convenzionalità dei valori dello sport, dello sport come rinascita, dello sport portatore di un messaggio positivo di ripartenza; questo è sicuramente vero, tutto vero… ma in condizioni generali normali. Oggi passano in secondo piano.
Pertanto: prendiamoci il giusto tempo per tutelarci tutti. Per tutelare i nostri movimento sportivi, i nostri club, i nostri lavoratori, i nostri lavori e le nostre passioni.
Fermiamoci, riflettiamo e programmiamo assieme la ripartenza, così che quando questo maledetto male sarà sconfitto saremo tutti più forti e desiderosi di ritrovarci nuovamente sui campi di gioco.
Grazie!

Guglielmo Ascheri
Siena, 24 marzo 2020

Gli aggiornamenti dal PalaPeimar

Siamo giunti alla terza settimana di sospensione degli allenamenti della Peimar Volley. Nelle ultime circolari inviate, la Lega Pallavolo aveva disposto lo stop delle manifestazioni sportive fino al 03 Aprile, in accordo con tutto lo sport italiano e aveva caldamente raccomandato di interrompere anche gli allenamenti collettivi, fisici o tecnici almeno fino al 25 marzo. La Società Peimar Volley si è adeguata alle indicazioni in attesa di ulteriori disposizioni: la situazione generale, come tutti sanno, è in continua evoluzione e aggiornamento. Intanto il lavoro, per capitan Coscione e compagni, è proseguito in forma individuale, grazie alle schede di allenamento puntualmente fornite dallo staff tecnico, anch’esso operativo e presente seppure in forma virtuale. Gli atleti sono a Calci, nelle rispettive abitazioni, pronti a tornare in palestra se la situazione lo permetterà. Lo stop al campionato era arrivato una volta disputata la nona giornata di ritorno - a porte chiuse- con due turni ancora da giocare e uno, l’ottavo, già rinviato preventivamente, al 29 marzo. Ad attendere la Peimar due trasferte, Reggio Emilia e Ortona, più il derby contro la Kemas Lamipel, a Santa Croce sull’Arno. Nonostante un girone di ritorno con tanti problemi fisici (su tutti gli infortuni prima di Lecat, e poi di Fedrizzi) la squadra di coach Gulinelli è riuscita a difendere la quinta posizione in classifica (34 pt, 11v 8p), piena zona play-off, -1 dalla Sieco Service Ortona e +2 sulla stessa Kemas Lamipel. Come ulteriore curiosità statistica, la Peimar è la terza forza per numero di aces realizzati a set (in media 1,24, 99 totali) e, conseguentemente alla potenza espressa in servizio, la terza per volume di muri (2,34 a set, 185 muri vincenti).

#peimarvolley

martedì 24 marzo 2020

Il Presidente Giammarco Bisogno parla del futuro della azienda Emma Villas e della società di volley

La situazione di emergenza generata dalla diffusione del Covid19 ha in poche settimane destabilizzato il mondo dell’economia, della politica e della configurazione di poteri di ordine mondiale. L’Italia è stata lungamente al centro di numerose discussioni e più di altre è stata colpita nel cuore pulsante del proprio sistema produttivo dallo spettro di una crisi. Questa mattina abbiamo realizzato un’intervista con l’imprenditore Giammarco Bisogno per comprendere da vicino gli approcci di un uomo che è al contempo un imprenditore italiano, un presidente di un club sportivo e un padre di famiglia. Giammarco, partiamo dal suo ruolo professionale: lei è il CEO di un’azienda, un tour operator di eccellenza italiana che lavora nel settore del turismo offrendo affitti di ville di prestigio, con una clientela fortemente internazionale. Qual è stato il suo approccio come imprenditore a questa situazione? “Sotto l’aspetto sanitario la situazione è chiaramente incredibile e piena di emozioni negative. Lo scenario di centinaia di decessi al giorno e la scena surreale dell’esercito a Bergamo che traghetta le bare dei defunti sono immagini toccanti e segneranno anche le generazioni future. Sotto il profilo economico e politico è una situazione complessa soprattutto perché non c’è una previsione della reale fine di tutto questo e ciò non può non provocare ansia e preoccupazione. Tutti gli imprenditori e coloro che lavorano nell’ambito del turismo e non solo devono fare i conti con delle conseguenze immediate ma soprattutto future. Noi, come azienda Emma Villas, facciamo fronte a numerose rinunce e cancellazioni di vacanze da parte della clientela straniera ed italiana. Lo scenario è indubbiamente incerto ma dobbiamo essere ottimisti, la nostra azienda è solida da tutti i punti di vista e ha la forza di gestire questo momento di difficoltà. In questa fase di grande incertezza e di crisi del settore è determinante riuscire a restare in piedi di fronte a questo grande tsunami, solo in questo modo potremmo affrontare in maniera competitiva il futuro.” E’ a capo di un’impresa di cui segue da vicino i diversi processi aziendali. Ha una relazione molto stretta con i suoi collaboratori e dipendenti, qual è la sua opinione come leader di un team di numerose persone? “Sono convinto che da queste situazioni se ne esca esclusivamente con la forza del gruppo e del team. L’azienda proteggerà, per tutto ciò che è possibile, tutti coloro che negli anni hanno collaborato alla costruzione di questa impresa, sostenendo i suoi dipendenti e collaboratori. Solo rimanendo compatti ed uniti a quelle persone straordinarie che con me hanno condiviso questo cammino sono sicuro di poter tornare ad essere un’azienda tra le più importanti nel mondo per la locazione degli affitti e delle ville di prestigio in Italia. Sappiamo tutti che ci sarà bisogno di sacrifico e di impegno ma insieme a questo gruppo di lavoro oltre che la condivisione di questo momento difficile c’è la massima volontà di condividere anche un rientro alla grande nel mercato turistico.” In accordo alle disposizioni ministeriali l’azienda ha aderito a formule di smart working? “Sono dell’idea che arrivati a questo punto non ci sia neanche più necessità di indicazioni da parte di governo o politici: oggi qualunque imprenditore e persona equilibrata comprende qual è la direzione opportuna da prendere e far lavorare i propri dipendenti da casa, quando la mansione lo permette. Bisogna dare importanza al valore umano più che a quello economico perché quest’ultimo riusciremo a risolverlo riponendo fiducia nella vicinanza di tutti, dal sistema bancario allo stato. Stiamo provvedendo anche al sociale. In questi giorni ho parlato con il Dottor D’Ascenzi, il Dottor Giovannini e la Dottoressa Mancini per dei contributi a nome dell’azienda all’Ospedale di Siena. Faremo qualcosa anche su Chiusi (città sede operativa degli uffici Emma Villas) attraverso il Dottor Vannuccini e il suo staff. Un ringraziamento particolare va anche al consigliere regionale toscano, nonché amico, Stefano Scaramelli – al quale tra l’altro faccio un augurio di pronta guarigione da questo terribile virus – con il quale ho avviato il dialogo utile per il contributo da dare agli operatori e agli enti del territorio che lavorano nel settore socio sanitario. Questo perché credo che il principio di Emma Villas, come azienda e come club sportivo, sia legato ad un forte elemento di solidarietà e ad un principio sociale di vicinanza a tutte le persone e gli enti che le sono intorno.” Passiamo alla parte sportiva. Lei ha anche la proprietà della Emma Villas Aubay Siena, club di volley di serie A2, ed è a capo di un movimento sportivo che raccoglie al suo interno una provincia intera. Qual è la sua opinione in quanto Presidente di questa società? “Il nostro movimento è un movimento provinciale, regionale e chiaramente nazionale. Ci rivolgiamo alla pallavolo italiana e, a questo proposito, vorrei spendere una parola a sostegno del mio amico Angelo Agnelli e di tutto il club di Bergamo. Nella zona del bergamasco e del nord in generale la situazione è drammatica: dobbiamo assolutamente avere un occhio di riguardo per quelle società e quelle città compromesse. In merito a questo trovo impensabile l’ipotesi di una ripresa di un campionato, di qualsiasi categoria, che coinvolga squadre del nord, le quali attualmente vivono momenti di grande sofferenza e ad alto rischio. Ma non è solo questo: oltre al fattore sicurezza che può riguardare i nostri ragazzi, il nostro staff e in generale tutti gli atleti e gli addetti ai lavori, credo che la ripresa del campionato non sia una risposta eticamente accettabile in questo momento. Sono totalmente in disaccordo con le affermazioni del Presidente di Lega nonché Presidente del club Itas Trentino Diego Mosna che spingono in vista di un recupero del campionato giustificando l’immagine positiva da dare al movimento pallavolistico, come segnale di ripresa. Lo sport, questo sport e non solo, deve dare, a mio parere, un segnale di coscienza e di umiltà anche a costo di fare un passo indietro e di fermarsi per la gravità conclamata della situazione che il nostro paese sta vivendo e per il rispetto di un’economia dissestata e di un sistema sanitario che ogni giorno compie un piccolo miracolo. Sono contrario alle recenti affermazioni di Pippo Callipo, Presidente della Tonno Callipo Vibo Valentia, che riguardavano l’idea del commissariamento della Lega. Sono due posizioni estreme che trovo fuori luogo in un momento del genere. Dobbiamo dunque fermarci, riorganizzarci per il prossimo anno in maniera seria e corretta e decidere quali saranno i vari scenari nelle diverse categorie sportive. Per quel che riguarda la Emma Villas Aubay Siena, il nostro progetto andrà avanti seppure in maniera diversa. Chiederemo la vicinanza da parte di tutto il settore giovanile, genitori e tecnici, con l’intento di lavorare tutti per il piacere di dare un messaggio positivo ed un segnale importante alla città di Siena, alla sua provincia, alla regione e a tutto il mondo del volley. Un segnale di speranza e non di arrendevolezza. Dobbiamo lavorare per crescere ma in maniera più solidale. Abbiamo bisogno di aver accanto sponsor e partner solidi, di crescere atleti e tecnici motivati provenienti dal nostro territorio e lavorare con spirito di umiltà e sacrificio. Sarà un anno di rinascita e di speranza. Pensare di chiudere questo progetto oggi sarebbe un messaggio negativo nei confronti di tutti e contraddittorio rispetto a quello che è stato fatto in questi anni.” Come stanno gli atleti? Sono in sicurezza attualmente? “I nostri giocatori sono al momento a Siena ma credo che nei prossimi giorni, se le normative lo permetteranno, faremo in modo che tornino presso le rispettive case, altrimenti resteranno qui fino a quando sarà necessario. Ribadisco che non credo ci possano essere le basi per un proseguimento della stagione, io in primis sono stato tra i contrari allo svolgimento della competizione a porte chiuse e degli stessi allenamenti. Ora bisogna pensare esclusivamente alla salute dei ragazzi. Colgo l’occasione per ringraziare tutti i miei giocatori e lo staff per ciò che hanno fatto fino ad oggi. Hanno svolto una stagione splendida, da primi in classifica, per cui bisogna solo che applaudirli ma avere al contempo la coscienza e la forza di fare la fotografia a questo momento e dire stop.” Un’ultima domanda. Dopo aver parlato di lei nel suo ruolo da imprenditore, da Presidente di un club sportivo le chiedo qual è la sua opinione e il suo approccio personale come padre di famiglia. Come sta spiegando e sta facendo vivere questa situazione a sua figlia? “E’ una bella domanda vista la delicatezza del tema. Prima di tutto vorrei parlare dei genitori di tutti e i nonni di molti, quelle persone ad ora più fragili in questo momento, ai quali dobbiamo grande rispetto assumendoci le nostre responsabilità ed obbedendo alle forme di sicurezza e prevenzione anche e soprattutto per loro. Per quanto riguarda i figli invece, loro vivono questo momento in maniera quasi incosciente ma percepiscono che la vita ha delle privazioni e subisce dei cambiamenti, sarà anche per loro uno shock di cui al momento non si accorgono pienamente. Io cerco di far vivere a mia figlia tutto questo in maniera rilassata costruendo una nuova quotidianità. Per i più piccoli sarà un adattamento continuo anche in virtù di quelle tecnologie attraverso le quali non solo studiano ma scoprono nuovi modi per socializzare e stare insieme. Da padre cerco di sfruttare questo stato di cose per starle più vicino possibile e godermi le piccole cose, non nego che la vizio un po’, d’altronde questi sono momenti che vanno sfruttati anche in positivo. Concludo con un messaggio positivo di speranza ed ottimismo. Come da tutte le cose negative l’essere umano reagirà positivamente anche a questa. Bisogna essere forti, compatti, tutelarci e sostenerci. Quando usciremo da questa esperienza condivisa ci vorremmo ancora più bene e saremmo ancora più felici.”

Prosperi: “Mi alleno nel primo pomeriggio”

In questo momento di totale emergenza e apprensione nazionale, i ragazzi biancorossi sono obbligati a tenere un atteggiamento consono alla situazione. Continua il nostro appuntamento che vi porta nelle case dei Lupi. Il giovane Prosperi racconta: “Non è un momento facile per nessuno, soprattutto per i medici e gli infermieri che sono in prima linea a combattere il Covid-19. Per quanto mi riguarda, la mattina ho le lezioni online, dopodichè studio un po’. Dopo pranzo, nel primo pomeriggio, mi alleno con gli esercizi indicati dal nostro preparatore Diego Alpi. Nel resto del pomeriggio aiuto mio padre nel mantenimento del campo che ho dietro casa”.

Francesco Rossi – Ufficio Stampa