mercoledì 19 settembre 2018

Un anno speciale per l'Ariete Prato Volley Project

E’ quello che spera di vivere l’Ariete PVP ed è quello che vuole vivere Rosita Ridolfi. Roberto Latini l’ha scelta come capitano della sua squadra dando così continuità ad un ruolo che Rosita ricopriva già nel Viva Volley. Esperienza, qualità tecniche indiscutibili ed un carisma indiscutibile sono le armi che metterà a disposizione dell’Ariete per una stagione, un’annata che per lei sarà speciale di sicuro ma che assieme alle sue compagne proverà a far diventare eccezionale. Come stai vivendo questa nuova avventura da capitano della squadra che da sola rappresenterà Prato in Serie CF? “Non mi aspettavo di essere chiamata a ricoprirlo quest’anno. Mi fa effetto solo dirlo ed è senza dubbio una responsabilità che sento. Per me il ruolo di capitano non è banale. Vuol dire essere d’esempio in allenamento, in campo e fuori dal campo, soprattutto per le più giovani. E’ un onore ma anche un onere che sostengo volentieri”. Per tutti siete la squadra favorita del vostro girone. Fate gli scongiuri o vi fa piacere? “Nessuna delle due cose. Siamo realiste, sappiamo che la nostra squadra è praticamente una selezione di due squadre e quindi abbiamo le nostre sicurezze. Sappiamo dove vogliamo arrivare ed abbiamo un obbiettivo chiaro che è il salto di categoria”. In un girone forse non di ferro ma sicuramente ricco di insidie. “Sicuramente con tante formazioni che hanno qualità. La prima la incontriamo all’esordio. Lo IUS Arezzo è una squadra quadrata, che ha una sua precisa fisionomia e che gioca assieme da sempre. Oltre a questo possono contare su un palazzetto molto caldo e, soprattutto in casa, sono molto temibili. L’esordio in campionato ad Arezzo sarà difficilissimo. Poi ci sono Calenzano, che ha allestito una buona squadra ed ha un tecnico come Francalanza di cui ho grande stima, il Pontemediceo, squadra giovane e di grande qualità, e l’Euroripoli, che anche se ha perso Sacchetti, ha comunque una rosa molto competitiva ed un signore allenatore. Insomma, sarà un campionato tosto”. Il mercato del PVP ha pescato moltissimo nella vicina Quarrata da dove sono arrivate ragazze che conoscevi benissimo anche prima di esserne compagna di squadra. Le hai trovate cresciute, cambiate? “Come hai detto alcune di loro le conoscevo anche prima e devo dire che la cosa che mi ha colpito di più è la loro unione. Tutti mi dicevano che la forza del Quarrata dell’anno passato è stato il gruppo. Avendo adesso alcune di loro come compagne ne ho avuto la conferma”. Ti ha fatto strano invece trovarti come compagne le ex avversarie dei derby con il PVP? “All’inizio si ma è normale. Siamo sempre state dalla parte opposta della rete e quindi ci eravamo solo incontrate come avversarie. Sono cose normali per chi fa sport”. Quanto ti è dispiaciuto che di questo gruppo non faccia parte Eleonora Nesi? “Egoisticamente moltissimo. Prima che decidesse di andare a Quarrata mi ha chiesto un consiglio. Gli ho detto che se fosse rimasta sarei stata felice ma che, onestamente, la scelta giusta era quella di provare l’esperienza in categoria superiore. Sono ancora convinta di questo, è una scelta che ho fatto anche io a sedici anni e mi ha aiutato molto a migliorare e crescere. Forse è una scelta che Eleonora poteva fare prima ma va bene così”. Piccola intrusione nella tua vita privata. Questo sarà un anno speciale per te non solo in campo? “E’ vero il 22 dicembre mi sposo ed è una cosa bellissima. Salterò il richiamo invernale in palestra ma il 1 gennaio sarò di nuovo a disposizione del coach. Con il babbo direttore sportivo è il massimo che sono riuscita a strappare e cercherò di rifarmi poi in estate”. Prima di diventare capitano dell’Ariete PVP c’è stato un momento in cui hai pensato di smettere? “Si ci ho pensato. Non sapevo se avrei avuto più la forza per affrontare il lavoro in palestra e tutto ciò che comporta essere atleta. Invece, poi, sono tornata ad allenarmi e non ho avuto dubbi”. Semmai ci ripenserai a fine stagione, magari con un anno speciale alle spalle e con la possibilità di smettere con gioia, dopo una stagione importante e quindi chiudendo in bellezza? “E’ il consiglio che mi ha dato mia sorella Giulia. Bisogna sentire dentro quando è il momento di smettere ma è sempre meglio farlo dopo una stagione bella, soddisfacente. Lei lo ha fatto e voglio seguire il suo esempio. Anche per questo voglio che questo anno sia speciale”.

Ariete Prato Volley Project

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